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Cessione d’azienda

  • 15 dic 2025
  • Tempo di lettura: 4 min
Cessione d’azienda

Quando si parla di cessione d’azienda o di riorganizzazioni societarie, si sta in realtà parlando di passaggi che possono ridisegnare il futuro dell’impresa, della proprietà e spesso anche delle famiglie coinvolte.

Per questo è fondamentale che l’imprenditore non viva questi momenti come una pura trattativa economica, ma come operazioni giuridiche e fiscali complesse, da progettare con l’aiuto di professionisti, tra cui il notaio.


1. Cessione d’azienda: che cosa si trasferisce davvero

L’azienda, nel nostro ordinamento, è definita come il complesso dei beni organizzati per l’esercizio dell’impresa (art. 2555 c.c.).La cessione, quindi, non riguarda solo macchinari o immobili, ma l’intero “organismo economico”: contratti, rapporti con dipendenti, crediti, debiti, avviamento.

La cessione deve risultare da atto pubblico o scrittura privata autenticata e va registrata e depositata nel Registro delle Imprese entro termini precisi. 

La cessione non è una vendita di singoli beni, ma rappresenta un unicum giurico ulteriore ed autonomo rispetto ai beni che la compongono.


2. Debiti, contratti e dipendenti: i rischi nascosti

La normativa sugli effetti della cessione d’azienda è chiara, ma spesso sottovalutata:

  • Contratti in corso: salvo patto contrario, l’acquirente subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda, salvo quelli “intuitu personae” (art. 2558 c.c.). 

  • Crediti e debiti: i crediti seguono l’azienda; per i debiti aziendali il cedente e il cessionario sono, in linea generale, responsabili in solido, per quelli risultanti dalle scritture contabili obbligatorie (art. 2560 c.c.). 

  • Rapporti di lavoro: i dipendenti passano al nuovo titolare con la tutela dell’art. 2112 c.c. (mantenimento dei diritti maturati).

Va prestata attenzione al fatto che patti interni tra cedente e cessionario non sempre sono opponibili a terzi (creditori, lavoratori, Fisco).


3. Profili fiscali: plusvalenze, imposta di registro e ripartizione del prezzo

Sul piano fiscale, la cessione d’azienda genera, per il venditore, una plusvalenza tassata come reddito d’impresa, calcolata come differenza tra corrispettivo incassato e valore fiscalmente riconosciuto dell’azienda ceduta (artt. 58 e 86 TUIR). 

Per l’acquirente, invece, il prezzo pagato si “spalma” sui beni acquisiti (materiali, immateriali, avviamento) con effetti sulla futura ammortizzazione.

Sul fronte indiretto, la cessione d’azienda:

  • è  fuori campo applicazione IVA;

  • è soggetta a imposta di registro proporzionale nella misura del 3%, calcolata sul valore complessivo del complesso aziendale, con criteri aggiornati dalla recente prassi e dagli interventi sul Testo Unico Registro. 

Nel contratto di cessione occorre:

  • definire il prezzo con una chiara allocazione tra beni e avviamento, evitando il rischio di contestazioni sul valore e sulla tassazione; 

  • valutare l’impatto della plusvalenza in capo al cedente (specialmente se persona fisica imprenditore o società di persone).


4. Riorganizzazioni societarie come alternativa: conferimenti, fusioni, scissioni

In molti casi, prima di procedere a una cessione secca d’azienda, può essere opportuno valutare operazioni societarie alternative:

  • Conferimento di azienda in una società (nuova o preesistente);

  • Fusione tra società;

  • Scissione per trasferire rami aziendali.

Queste operazioni possono beneficiare di regimi di neutralità fiscale: in particolare, l’art. 176 TUIR disciplina i conferimenti d’azienda in neutralità, rinviando la tassazione delle plusvalenze a un momento successivo, se e quando matureranno. 

La recente riforma IRPEF/IRES (D.Lgs. 192/2024) e i successivi interventi in tema di operazioni straordinarie hanno aggiornato e precisato alcuni profili della neutralità, con effetti significativi sulla pianificazione di fusioni, scissioni e conferimenti. 


5. Due diligence e preparazione: dove gli imprenditori sbagliano più spesso

Tutte le principali esperienze di M&A mettono in evidenza lo stesso punto: senza una due diligence seria, la cessione è un salto nel buio. 

La due diligence non è un adempimento formale, ma un’analisi approfondita di:

  • situazione economico–finanziaria;

  • posizione fiscale e contributiva;

  • contratti chiave e contenziosi;

  • asset immateriali (marchi, software, licenze);

  • situazione del personale.


Un dettaglio che fa la differenza

Spesso, la vera criticità non è il prezzo, ma le clausole del contratto:

  • garanzie e indennizzi su bilanci, debiti, contenziosi;

  • clausole di non concorrenza e di collaborazione post–cessione (in coerenza con l’art. 2557 c.c.);

  • modalità di aggiustamento del prezzo in base a risultati o posizione finanziaria netta alla data di closing;

  • gestione di eventuali “cessioni occulte” d’azienda travestite da affitto o vendita di singoli beni, che la giurisprudenza riconosce e riqualifica, con effetti rilevanti sui creditori. 

La corretta redazione di queste clausole è uno degli ambiti in cui la competenza del notaio diventa rilevante.


6. Il ruolo del notaio nelle operazioni societarie complesse

Nel contesto di cessione d’azienda e operazioni societarie straordinarie, il notaio:

  • verifica poteri e deliberazioni degli organi sociali delle parti coinvolte;

  • controlla la conformità dell’operazione alla normativa civilistica, fiscale e societaria;

  • struttura l’atto in modo chiaro, regolando in modo puntuale oggetto, perimetro, garanzie, prezzo e modalità di pagamento;

  • coordina formalità successive (registrazione, iscrizione nel Registro delle Imprese, comunicazioni) per dare piena efficacia all’operazione. 


Una cessione d’azienda o una riorganizzazione societaria non si improvvisano. Ogni scelta ha conseguenze civili, fiscali e patrimoniali che si manifestano negli anni successivi.

Lo Studio Notarile Bredariol è a disposizione di imprenditori e società per:

  • valutare la struttura più idonea dell’operazione;

  • coordinare i profili legali e fiscali con i consulenti dell’impresa;

  • redigere atti chiari, completi e coerenti con gli obiettivi di lungo periodo.

Parla con il nostro studio prima di firmare un’operazione complessa: è il modo migliore per trasformare un passaggio delicato in un vero progetto di crescita.

 
 
 

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